Cafè Nirvana

I personaggi di questi fantastici racconti correlati da stupende illustrazioni originali realizzate da grandi artisti internazionali, si muoveranno in un tempo indefinito e relativo.

Accogliendo l’affermazione di Albert Einstein, “Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato da ciò che noi facciamo mentre sta passando”, immagineremo che la dimensione in cui i personaggi agiranno, sia una proiezione del tempo interiore, che assumerà forma a seconda delle circostanze, delle vicende e delle esperienze di ciascuno di essi.

Questo tempo relativo può assumere le caratteristiche di uno spazio caro alla memoria o all’epoca di uno dei due personaggi, protagonisti, probabilmente di colui che mette in moto l’azione dialogica, di differenziare le scenografie, avendone sempre di nuove, vincolate ai personaggi, in cui consentire loro di muoversi.

La serie “Cafè Nirvana” riassume e esemplifica un concetto: il caffè che è comunemente un luogo di ritrovo, di sosta, un vero e proprio spazio indefinito. Il Nirvana, l’ultimo stadio dell’illuminazione, la fine delle reincarnazioni, l’assenza di desiderio, il punto culminante di un processo di liberazione. Approdati al Nirvana, i nostri personaggi sono stemperati dal loro tempo e dalle loro passioni. Esisterà solo un dialogo sui fatti di un mondo che a loro non interessa più.

“Cafè” e “Nirvana” esprimeranno, quindi, il rapporto antitetico che è fonte del pensiero, in ogni cultura e in ogni latitudine e che si definisce essere il filo conduttore della serie: la lotta al dualismo nelle sue innumerevoli forme.